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CHANGE
Questa storia nasce a Bologna, città di “dottori” per antonomasia o come cantava
Francesco Guccini: ”…una vecchia signora dai fianchi un pò molli, col seno sul
piano padano ed il culo sui colli…”, Bologna nota per le sue tre T (torri,
tortellini e tette), ma forse anche un D maiuscola., dove D sta per “Discomusic”
o, meglio ancora, “Discofunk. Nell’ultimo scorcio degli anni ’70, sui colli
bolognesi si sviluppò quel fenomeno detto “italo-funk”, talvolta, in maniera
riduttiva, per amore di semplificazione e catalogazione, chiamato “italo-disco”.
Queta nuova filiera produttiva parte alla fine del 1977, quando l’allora
straripante fenomeno “disco” cominciava ad allagare anche le pianure della Bassa
Padana. Probabilmente si tratto di un caso fortuito, perché al compositore Mauro
Malavasi venne chiesto di arrangiare, in versione dance, la cover di “I’m a
man”, classico del rock-blues lanciato dallo Spencer Davis Group negli anni ’60,
per un cantante di balera, tale Marzio, ribattezzato Macho per l’occasione. Il
pezzo incriminato seguiva i tipici stilemi disco e funky e sul modello di
artisti americani quali Earth Wind and Fire, Kool and the Gang, Chic, Tavares,
Commodores, Instant Funk, etc. L’italo-funk prende il via seguendo taki basi
costruttive e compositivi: una musica ballabile, sofisticata, riccamente
orchestrata con la presenza di strings ed horns., ma con quel tocco italico che
da sempre paga un alto tributo alla melodia. Da quel momento il mitico stuio
bolognese “Fonoprint”, con il suo modesto 16 piste analogico, divenne il teatro di alcune delle pagine più interessanti
dalla disco-music europea e mondiale. Presto Malavasi entrò a far parte
dell’entourage del produttore italo-franco-caraibico, Jacques Fred Petrus, anzi
tra i due si strinse un patto d’acciaio che presto diede validi e succulenti
risultati. Al “progetto” collaborarono anche Paolo Gianolio (chitarra) Davide
Romani (basso). Tra le varie produzione, quella dei Change, merita un posto di
tutto rispetto nell’ambito della musica mondiale. Fortemente influenzata dagli
Chic, la loro musica aveva però un'energia, uno stile ed una raffinatezza tali,
che era impossibile accomunarli ai banali gruppi che copiavano Edwards e Rodgers.
In particolare, il tandem basso-chitarra, Romani-Gianolio, non era assolutamente
da considerarsi una coppia di replicanti al "ragù": il loro tocco sugli
strumenti emanava una "sapore" internazionale, tutt'altro che "italiota". La prima registrazione fu l'album "The Glow of love" (1980), realizzato tra
Bologna e New York con l'astro nascente Luther Vandross e Jocelyn Shaw come
vocalists. Con questo LP, tra i migliori lavori in assoluto della disco-funk, i
Change assaporarono il grande successo planetario: per la prima volta un album
di produzione italiana entrò nella Hot 100 Albums USA. Tre i singoli estratti:
la splendida "The Glow Of Love ", " Searching " e " A Lover's Holiday ". Nel
1981 segue "Miracles" e a Vandross e Shaw subentrano James Robinson e Diva Gray.
Quattro i singoli estratti: "Paradise ", "Hold Tight ", "Your Move" e "Miracles
". Nel 1982 è la volta di "Sharing Your Love" con una nuova voce femminile,
Deborah Cooper (divenuta poi, negli anni 90, vocalist di C & C Music Factory),
ma il singolo "The Very best In You" viene accolto tiepidamente nelle charts.
Nel 1983 l'album “Personnel” vede impegnato per l'ultima volta Davide Romani (Granolio
aveva abbandonato già l'anno prima) mentre Rick Brennan diventa la nuova voce
maschile. Nel 1984 nel team di produzione entrano Jimmy Jam & Terry Lewis (SOS
Band, Janet Jackson., Humane League, etc), ed il gruppo viene rilanciato nelle
charts internazionali dall'album e dalla title track "Change Of Heart". Jimmy
Jam & Terry Lewis concluno bruscamente i rapporti con Petrus, reo di non aver
corrisposto i compensi stabiliti. I Change sembrano arrivati al capolinea e,
nonostante le buone vendite, l'anno successivo chiudono i battenti
dopo aver dato alle stampe l'ultimo album "Turn On Your Radio" (1985) con il
solo Jaques Fred Petrus, quale produttore ed unico superstite del team originario.
I Change restano probabilmente la più alta espressione della “dance italica" di
retaggio anni ì ’70 (Per humus creativo e stile compositivo i primi quattro anni
degli ’80 sono molto simili al decennio precedente). Nei primi anni ’80 , essi si inserirono in quel filone del “new-funk” che vedeva come
protagonisti gruppi del calibro dei Delegation, D-Train, Crown Heghts Affair
(nuova maniera), Ray Parker Jr. & The Radio, Empess, GQ, etc. In particolare i
primi due LPs, sono da considerarsi delle pietre miliari del genere “disco-funk”
di ogni epoca. Altra medaglia al valore da appuntare al petto di Malavasi e
Petrus, fu l’aver scelto, per il primo album, uno sconosciuto cantante, tale Luther
Vandross, destinato a diventare uno dei più raffinati ed apprezzati
artisti R&B ( con otto Grammy vinti e quaranta milioni di dischi venduti in
tutto il mondo) e denominato il "Pavarotti del Soul" per la sua vocalità robusta
e tenorile. Luther Vandross, purtroppo, è scomparso prematuramente nel luglio del
2005. E pensare che tutto questo era cominciato in una fredda mattina di nebbia
sui colli bolognesi.
Discografia Cosnigliata
The Glow of Love - 1980 -Goody Music
Miracles -1981 - Goody Music
Sharing Your Love - 1982 - Goody Music
Archivio
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