PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  BUMBLEBEE UNLIMITED

A partire dalla seconda metà degli anni ’70, accadde che, per la prima volta, i produttori, i remixers ed i DJs cominciarono ad assumere un ruolo paritetico, se non superiore, rispetto a quello dei musicisti e degli interpreti: la “disco” era e doveva essere musica a presa rapida, quindi poteva essere creata “in laboratorio”, secondo formule rodate e gradite ai fruitori, dunque fatta ad arte o meglio “fatta in serie”. Talvolta, dietro ad un marchio di successo ruotavano artisti e turnisti di varia estrazione, il solo punto fermo rimaneva il “producer”, colui il quale aveva avuto la prima intuizione, ossia quella vincente. La disco-music europea, in particolare quella tedesca, usarono questa metodologia secondo uno schema quasi stucchevole. Anche negli States, le formazioni “fantasma” proliferarono con successo. Creati dal “deus ex machina” della Prelude, i Bumblebee Unlimited pubblicarono nella seconda metà degli anni Settanta una manciata di singoli e un unico album., frutto della poliedricità creativa del produttore Patrick Adams, una delle menti più geniali della grande epopea della “disco”. I Bumblebee Unlimited, sono passati, comunque, alla storia grazie ad un solo grande successo mondiale, quindi si sono dileguati nel nulla, lasciando il ricordo del singolo “Lady Bug” ad imperitura memoria. Il primo 45 giri di questo fantomatico duo fu pubblicato nel 1976 dalla Red Greg, piccola etichetta discografica gestita dal “compagno di merende” di Adams, tale Gregory Carmichael. Il pezzo dal titolo, “Love Bug”, aveva due particolarità: in primis, gli archi richiamavano il famoso "Volo del calabrone" (e "calabrone" è esattamente il significato della parola "bumblebee"); secondo: la voce solista, apparentemente femminile, era in realtà dello stesso Adams, il cui cantato era stato accelerato ed alterato con l’ausilio di taluni artifici elettronici, fino a condurlo ad una tonalità molto alta. Questo giocoso ( ed in seguito imitato) artifizio diventerà il marchio di fabbrica del gruppo. Gli esperimenti e la trovata geniale di “Love Bug” furono applicati con successo anche al singolo successivo, il celeberrimo “Lady Bug”, che, nel 1978, mandò in visibilio le dance-floors di mezzo mondo. Perfino in Italia, il singolo raccolse il plauso delle discoteche e delle tante “radio libere di quartiere”. In questa seconda uscita, però, il vezzo di evidenziare gli acuti della voce fu portato alle estreme conseguenze: fu, davvero, difficile capire se a cantare fosse una donna, una robot-machine o un eunuco. Il pezzo entrò in classifica, consegnando il marchio Bumblebee Unlimited agli annali della “dance” di tutti i tempi, soprattutto indusse il duo, affiancato dal cantante Leroy Burgess, dal batterista Richard Taninbaum e dal bassista Norbert Stoley, ad entrare in studio ed a realizzare un intero album. L'ellepi venne dato alle stampe, nel 1979, con il titolo “Sting Like A Bee”. Trascinato dall’onda lunga di “Lady Bug”, il 33 giri ottenne una discreta risonanza, ma i tempi stavano già mutando. Il passaggio della “misteriosa” formazione alla Salsoul si rivelò un vero flop dal punto di vista commerciale e creativo. L’acuto di "Lady Bug" rimane a tutt’oggi, uno dei più apprezzati dai vecchi e nuovi cultori della musica da discoteca. In quanto a Patrick Adams, sono ben altri i pezzi forti della sua carriera, si pensi alle innovative ritmiche del progetto Musique, anche se tutto fa curriculum!


Discografia Consigliata

Sting Like A Bee, 1979

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