|
THE
BROTHERS JOHNSON
I Fratelli Johnson,
forti di un back-ground soul-jazz, abili nel maneggiare gli strumenti musicali,
decisamente a proprio agio in sala d’incisione, grazie ad una lunga esperienza
come musicisti di studio e turnisti al soldo di artisti di fama planetaria, sono
fautori di una manciata di pezzi disco-funk di “altascuola”, dove l’eleganza
formale si unisce agli arrangiamenti curati e calibrati: suoni sempre morbidi e
felpati, dove l’assolo tende al virtuosismo spontaneo, forte di un corredo
cromosomico di natura jazz-fusion, pochi gli eccessi, mai ridondanti, poca
“disco” nel senso fragoroso del temine, mai eccessivamente “funk”, troppo “in
alto” per captare la cultura della strada ed i ritmi sincopati delle metropoli.
Tra il 1976 ed i primi anni ottanta riuscirono ad essere anticipatori dei quel “crossover-funk”,
in perfetto equilibrio tra “il ballabile” ed “concettuale”. Duo-espanso, poiché
formato da George Johnson ,dal fratello Louis e da un nugoli di comprimari. Il
primo, nato nel 1953 , chitarrista e voce, il secondo, più giovane di due anni,
al basso, originari di Los Angeles. Louis era gia considerato uno dei basisti
più
richiesti e raffinati dell’ambiente soul-jazz, avendo maturato esperienza con
artisti del calibro di Billy Preston e partecipando alla registrazione del album
di Quincy Jones "Mellow Madness" che, nel 1975, fu uno dei primi album di
black-music a sfondare la diffidenza delle US Top 20 ufficiali. I due facevano
parte, sin dagli esordi dell’entourage dell’ A&M Records, etichetta molto vicina
agli ambienti jazz–fusion, per la quale lavoravano come musicisti di studio,
autori ed arrangiatori per conto terzi. Nel momento di massima “aggressività
commerciale” della “disco”, i fratellini capirono che forse era giunto il
momento mettere “casa” in proprio, così il progetto The Brothers Jonhson prende
rapidamente corpo e sembianze. Gia i primi album incisi dal duo, pur rispecchiano i canoni del funk-jazz,, ma con un piccolo accento sulla componente ritmica ed il gradiente
di danzabilità, incontrano particolare successo, entrando nella US Top 10. Tutti
i loro dischi, a partire da “Right on Time”, LP del 1977, prodotto ed arrangiato
da Quincy Jones, dimostrano di possedere quell’elemento di classe superiore,
capace di regalare al “funk” la raffinatezza del jazz e alla “disco”
l’eccellenza di un prodotto di “marca”. La title–track, “Right on Time”, è un
ottimo funk urbano, ma con un tocco di classe in più , impedibile anche “Free
yourself, Be yourself”, una dance-song dall’inciso accattivante ed
immediatamente memorizzabile. Gia l’anno precedente, il 1976, pezzi come “I'll
Be Good To You” e "Get The Funk Out Ma Face", avevano tracciato i lineamenti di
quello che sarebbe stato uno stile “editoriale” unico ed inconfondibile, ma i
Brothers Johnson, daranno il meglio, nel 1980, con l’album “Light Up the Night”,
il cui singolo “Stomp”, rimane ancora uno dei massimi successi da discoteca di
ogni epoca. Da segnalare, tra i loro brani, più ricercati ed apprezzati da DJs e
cultori del genere, anche “Aint We Funk Now” del 1978 dall’album “Blam!!”, ancora
prodotto da Quincy Jones e l’ultimo gioiello della loro collezione, ossia “The
Real Thing” del 1981. Il resto sono altre storie, altri suoni, altre attività,
ma forse gli anni ’70, anche per loro ,erano davvero finiti.
Discografia Consigliata
Look Out of N.1- 1976 – A&M Records
Right On Time – 1977 - A&M Records
Blam!! - 1978 - A&M Records
Light Up The Night – 1989 - A&M Records
Archivio
|