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HAMILTON BOHANNON
Ci sono artisti
nell’universo “disco” che continuano ad essere un serbatoio di idee e di spunti
per i produttori di house-music e per i remixers a vario titolo. Si pensi a
quante volte talune ritmiche, o qualche “rammento percussivo”, prelevato dai
microsolchi di Hamilton Bohannon è stato campionato, per poi essere usato come “groove”.
Ascoltando molti dei suoi pezzi, anche quelli poco noti, si ha sempre
l’impressione che siano ancora attuali. Come dire che questo mago delle
percussioni, con due “bacchette magiche” sempre pronte a colpire le membrane dei
rullanti, sia
stato in grado di anticipare i tempi e di vivere, a quasi quarant’anni dalle sue
prime sortite, con una specie di vitalizio imperniato sulla propria creatività
percussiva. La genialità è sempre un’assicurazione sulla vita, un fondo pensione
cui attingere a piene mani. A parte le metafore ardite, William "Ruhlmann
Drummer" Hamilton Bohannon, è stato uno dei più abili sperimentatori a suon di
tamburo di musica disco-funk americana, dal 1970 al 1978. Bohannon nasce il 7
marzo 1942 in una piccola città della Georgia. La sua famiglia, di estrazione
medio borghese, lo sostiene negli studi. Dopo essersi laureato ancor
giovanissimo in scienze musicali alla Clark Atlanta University, inizia la sua
carriera come insegnante di musica. Il periodo dedicato all’insegnamento è assai
breve, qualche tempo più tardi viene ingaggiato come percussionista per una band
di cui fa parte anche Jimi Hendrix. Il suo talento è evidente e qualcuno lo
segnala all’attenzione di Stevie Wonder, il quale sta cercando un percussionista
per il tour del 1965. A questo punto, Bohannon si trasferisce a Detroit e lavora
con il “ragazzo delle meraviglie”, dal 1965 al 1967, imprimendo, ai primi dischi
di questo artista, un ritmo deciso e vigoroso. Dopo l’esperienza con Wonder, è
assunto in qualità di “bandleader” e “responsabile arrangement” dalla Motown
Records. Quando l’etichetta di Berry Gordy si traferisce a Los Angeles, Hamilton
rimane Detroit, dando vita alla propria band: “Bohannon”. Egli viene
considerato, all’unanimità, come uno dei maggiori artisti-produttori nel
panorama della musica “disco-funk” degli anni 70. Nel suo stile ci sono già le
avvisaglie della musica “house”, dello stile “tribal”, del metronomico “drum&bass,.
Nel 1972, accetta un’allettante proposta della Brunswick Records. Presso la
scuderia Brunswick, ha modo di perfezionare il suo stile musicale, che
finalmente prende corpo grazie ad un suono di basso molto evidente, unito ad una
ritmica fortemente aggressiva. Da questo momento, la sua corsa verso le
classifiche e le piste da ballo diventa inarrestabile: non possiamo non
ricordare brani come "South African Man", "Foot Stompin' Music", "Disco Stomp" e
"Bohannon's Beat". Alla fine degli anni ’70, stimolato da un contratto
milionario, si traferisce alla Mercury, dove, nel 1978, da alle stampe la hit di
maggior successo: "Let's Start the Dance". Divenuto un personaggio di tutto
rispetto, ricco e famoso, nel 1980, crea la Phase II Records, che abbandona nel
1984, dopo alcuni passi falsi in termini “mercantili”. Meglio affidarsi ad
un’altra grande etichetta in grado di garantire pane e companatico: approdato
alla MCA, registra numerosi album di pregevole fattura, ma gli anni ’70 sono uno
sbiadito ricordo: altri personaggi ed altri stili iniziavano ad affacciarsi
all’orizzonte.
Discografia Consigliata
1973 Stop & Go (Dakar)
1974 Keep on Dancin' (Dakar)
1975 Mighty Bohannon (Dakar)
1975 South African Man (Brunswick)
1975 Inside Out (Dakar)
1976 Dance Your Ass Off (Dakar)
1977 Phase 2 (Mercury)
1978 Summertime Groove (Mercury)
1978 On My Way (Mercury)
1979 Cut Loose (Mercury)
1979 Too Hot to Hold (Mercury)
1980 Music in the Air (Mercury)
1981 Goin' for Another One (Phase II)
1981 Alive (Phase II)
1981 One Step Ahead (Phase II)
1983 Make Your Body Move (Compleat)
1983 Bohannon Drive (Compleat)
Archivio
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