|
BILLY PRESTON
Basta ascoltare “Go For
It” del 1979, un trascinante disco-song, duettata con l’avvenente Syreeta (già
moglie di S.Wonder) o, sempre in tandem con la stessa, alle prese con un
“lentaccio da discoteca”, “(With You) I’m Born Again” del 1979, per comprendere
quanto la “disco” si sia impreziosita ad avere nel proprio novero artisti del
calibro di Billy Preston, uomo di multiforme ingegno, il quale, pur avendo alle
spalle un glorioso passato, non disdegnò, nella seconda metà degli anni ’70, di
fornire materiale di prima scelta ai frequentatori delle piste da ballo.
Considerato uno dei più rinomati tastieristi della soul-music, si conquistò una
grossa fetta di popolarità per aver partecipato, con i Beatles, all'incisione di
“Get Back” (di cui egli stesso ne fece una trascinante versione “negroide”) e
dell'album “Let It Be”. In precedenza aveva lavorato con turnista al fianco di
musicisti del calibro di Little "Richard e Sam Cooke: dopo averlo usato come
session-man i Beatles gli offrirono di firmare per la Apple, con la quale incise
due album di successo. Chi non ricorda “ I Wrote a Simple Song”, canzone numero
uno e rappresentante senza rivali di un eccitante soul-rock interpretato con uno
stimolante spirito funky che trascina nelle sue voluttuose spire, disegnate e «
fumate » da quel mostro di Quincy Jones. Come Stevie Wonder, Marvin Gaye, Curtis
Mayfield, Ike & Tina Turner, meravigliosi figli del genius Ray Charles, anche
Billy Preston si è sempre rivolto alla black audience, che gli si è affezionata,
tanto da permettergli di essere spesso presente nelle R&B Charts. Nato a Houston
(Texas) nel 1946, Preston entra nel campo musicale da ragazzino e a 16 anni gia
accompagna Little Richard in tournee. A 19 anni, si esibisce in TV, suonando
1'organo sotto 1'interessato orecchio di Ray Charles. Nel 1966, è catturato da
George Harrison e portato a Londra, dove collabora con i Beatles, suscitando
commenti molto lusinghieri di pubblico e di critica, specie in occasione del
famoso concerto per il Bangla Desh. Qualcuno scrisse di lui come del “Quinto
Beatles”. Rientrato in California, si lega alla A&M ed esplode subito su tutti i
mercati col citato “I Wrote a Simple Song”, Lp d'oro, cui partecipa lo stesso
Harrison come chitarra solista. L'anno seguente esce “Music in My Life”, che
contiene il 45 di successo “Will It Go Round in Circles” e altri brani tutti
improntati a una elettrizzante atmosfera soul-gospel, con eccezionali cori dal
forte sapore di profonda e struggente “negritudo”. Nel 1974, accompagna Harrison
nella sua tournee e 1'anno dopo si unisce ai Rolling Stones sia nel tour Usa sia
in quello europeo. Durante la la tournee, nel 1975, riesce ritagliarsi un ruolo
assai originale: applaudito con grande gioia di Keith Richards ed immensa
irritazione di Mick Jagger. Nel 1976 alla Motown che rilancia la sua carriera
solista prima con una della più azzeccate partecipazioni film “Sgt Pepper Lonely
Hearts club band”, dove appare al fianco di Peter Frampton e Bee Gees e poi con
uno vari singoli cantati in duetto con Sereeta Wright. Dagli anni ottanta in
poi, nonostante una copiosa produzione in casa Motown, dedita sopratuto alla
soul-disco ed al funk, la figura di Preston si affievolisce con l’avvento di
giovani che, in qualche modo, si sono costruiti anche sulla sua immagine:
artisti come Prince gli riconosceranno una unicità ed uno stile paradigmatico..Musicista
versatile e re delle tastiere, compositore fecondo, buon cantante e showman
attento e simpatico, Billy Preston ha sempre avuto “una camera aperta” che gli
ha consentito, nel corso degli anni, di esprimersi con crescente maturità e
consapevolezza, spaziando dal pop al soul, passando per “disco” con estrema
disinvoltura. Nella sua prolifica carriera ha suonato anche con Ray Charles,
Eric Clapton, Bob Dylan, Sammy Davis Jr., Sly Stone, Aretha Franklin, the
Jackson 5, Quincy Jones e i Red Hot Chili Peppers. Negli ultimi anni ha condotto
una vita sregolata, incappando perfino nelle maglie della giustizia, piché accusato di
frode. insieme alla moglie. per aver truffato le sue compagnie di assicurazione
per oltre un milione di dollari. Preston, peraltro, si trovava già in prigione
per aver violato la libertà vigilata, ottenuta a fatica, dopo essere stato
trovato in possesso di una ingente quantità di cocaina. Lui, la moglie Sandra ed
il manager, Merle Otis Greene, vennero accusati di 22 capi di imputazione:
dall'incendio doloso delle proprie case alla simulazione di rapine e incidenti
stradali, dal 1991 al 1998. Rischiarono fino a 20 anni di carcere. L'abuso di
droghe, nel corso di questi ultimi tumultuosi anni, ne minarono la salute, fino
a portarlo alla morte avvenuta in Arizona, per complicazioni renali, nel giugno
del 2006.
Discografia Consigliata
That's the Way God
Planned It (1969) APPLE
Encouraging Words (1970) APPLE
I Wrote a Simple Song (1972) A&M
Music in My Life (1973) A&M
The Kids & Me (1975) A&M.
It's My Pleasure (1977) A&M.
Archivio
|