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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  ASHFORD & SIMPSON

Nella storia della black-music afro-americana, quella che spesso ha oltrepassato il confine del puro R&B, per accostarsi, sia pure a sprazzi, alla “disco”, al “funk” o,  più semplicemente ad una raffinata “soul-dance”, ci sono artisti, sovente poco conosciuti, che hanno contribuito marcatamente al successo e all’affermazione di un genere, di un’etichetta, di un personaggio, piuttosto che di un’intera scuderia di artisti . La vicenda musical-discografica di Ashford & Simpson ci narra di un forte “altruismo”, ossia adoperarsi creativamente al successo di terzi, sapendo rimanere nell’ombra con garbo e discrezione. Non che i due fossero dei benefattori, i compensi e le “royalties” per il lavoro di autori e prodottori, quasi sempre gratificano più dello stare in primo piano sulle assi dei palcoscenici. Dunque Nicholas (Ashford) e Valere (Simpson), uniti, oltre che artisticamente, anche dal sacro vincolo del matrimonio, una ditta seria a tutti gli effetti, più che altruisti e benefattori potrebbero apparire dei “mercenari”. In realtà, si potrebbe parlare di una sorta di compromesso tra il dare e l’avere. Considerando che ai due non mancavano le capacità interpretative, avrebbero potuto tenersi tutte quelle belle canzoni per sé e tentare di sfondare il muro del suono, invece hanno preferito affidare ad ugole di alto prestigio il distillato dei loro neuroni e le alchimie dei loro pentagrammi. Basti analizzare il prestigioso carnet di artisti o amici-colleghi ai quali, Ashford & Simpon hanno prestato “servizio”. Essi inaugurano la propria proficua collaborazione artistica, a metà anni Sessanta, cogliendone i primi frutti con “Let’s Go Get Stoned”, prestata all’ugola di Ray Charles. È il 1966 e, da quel momento, scriveranno canzoni dotate della freschezza del soul combinata all’energia del rhythm & blues ed a qualche timido accenno di primigenia disco-funk. I due si battono sotto le insegne della prestigiosa Motown, in quegli anni in piena ascesa e, come direbbero gli esperti di marketing,, in possesso della più alta quota di mercato nel settore soul-R&B. Producono hits per la suadente voce di Marvin Gaye (“Ain’t Nothing Like The Real Thing” e “You're All I Need To Get By”), per le corde vocali di Diana Ross appena solista senza le Suprimes, (“Reach Out And Touch Somebody’s Hand”), per Chaka Khan (“I’m Every Woman”) e Gladys Knight. A metà anni Settanta sono la coppia d’oro, il re Mida e consorte della black-music: prima di loro, in ambito Motown aveva fatto meglio solo la premiata ditta Holland-Dozier-Holland. Tutto ciò non avvenne né per altruismo e, forse, neanche per calcolo, solamente per caso. La condizione di abili produttori e autori di successo, capaci di vivere nell’ombra, produce oltre che benessere economico, anche un elemento di credibilità non trascurabile, quando si decide aprire un'attività in proprio. Con un curriculum di tutto rispetto e con le collaborazioni di cui sopra, Nickolas Ashford (1942) e Valerie Simpson (1946), tentano una loro carriera a partire dal 1973, ma ci vorranno ben quattro anni e l’arrivo del singolo “Don’t Cost You Nothing” prima di assaporare il successo come artisti e non solo come autori. Per quel che resta degli anni Settanta, Ashford & Simpson si concentrarono essenzialmente sulla carriera personale e l’attivita del duo, dando alle stampe alcuni accattivanti singoli, come “It Seems To Hang On”, e “Love Don’t Make It Right”. In particolare “Found A Cure”, contenuto nell’album del 1979, è considerato uno dei brani più riusciti della storia della soul-dance e tra più ballati di quell’anno. Dopo qualche stagione di silenzio, quando sembravano finiti nel dimenticatoio, riaffiorano con prepotenza sulle scene. Correva l’anno 1984 è l’album “Solid”, (a tutt’ora, considerato uno dei migliori LP della storia del moderno R&B da discoteca), trascinato dal singolo omonimo, dalla splendida “Outta The World” e dall’intrigante “Babies”, diventa uno straripante successo, forse il più clamoroso della carriera di interpreti. Il disco, a parte certe sonorità in linea con le tendenze del periodo, possedeva tutto il fascino della soul-disco-dance degli anni ’70: la bellezza degli intrecci vocali, le ritmiche funkeggianti, gli arrangiamenti vellutati, tutti sani ingredienti del decennio precedente, in cui Nicholas e Valerie avevano dato il meglio di se stessi. E’ possibile affermare, con certezza, che senza di loro la musica nera non sarebbe stata la stessa, o perlomeno, interpreti di classe superiore come Marvin Gaye e Diana Ross avrebbero avuto meno materiale per le loro ugole d’oro. In epoche più recenti, si sono aggiunti al loro ricco medagliere, altre prestigiose collaborazioni con personaggi della caratura di Quincy Jones o con giovani artisti dell’area Hip-Hop, ma questa è cronaca.

Discografia Consigliata

1973 GIMME SOMETHING REAL -MOTOWN
1974 I WANNA BE SELFISH -MOTOWN
1976 COME AS YOU ARE -MOTOWN
1977 SEND IT -MOTOWN
1977 SO, SO SATISFIED -MOTOWN
1978 IS IT STILL GOOD TO YA? -MOTOWN
1979 STAY FREE - WEA
1980 A MUSICAL AFFAIR - WEA
1981 PERFORMANCE - WEA
1981 STREET OPERA - WEA
1983 HIGH-RISE -CAPITOL
1984 SOLID -CAPITOL

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