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ASHFORD
& SIMPSON
Nella storia della
black-music afro-americana, quella che spesso ha oltrepassato il confine del
puro R&B, per accostarsi, sia pure a sprazzi, alla “disco”, al “funk” o,
più semplicemente ad una raffinata “soul-dance”, ci sono artisti, sovente poco
conosciuti, che hanno contribuito marcatamente al successo e all’affermazione di
un genere, di un’etichetta, di un personaggio, piuttosto che di un’intera
scuderia di artisti . La vicenda musical-discografica di Ashford & Simpson ci
narra di un forte “altruismo”, ossia adoperarsi creativamente al successo di
terzi, sapendo rimanere nell’ombra con garbo e discrezione. Non che i due
fossero dei benefattori, i compensi e le “royalties” per il lavoro di autori e
prodottori, quasi sempre gratificano più dello stare in primo piano sulle assi
dei palcoscenici. Dunque Nicholas (Ashford) e Valere (Simpson), uniti, oltre che
artisticamente, anche dal sacro vincolo del matrimonio, una ditta seria a tutti
gli effetti, più che altruisti e benefattori potrebbero apparire dei
“mercenari”. In realtà, si potrebbe parlare di una sorta di compromesso tra il
dare e l’avere. Considerando che ai due non mancavano le capacità
interpretative, avrebbero potuto tenersi tutte quelle belle canzoni per sé e
tentare di sfondare il muro del suono, invece hanno preferito affidare ad ugole
di alto prestigio il distillato dei loro neuroni e le alchimie dei loro
pentagrammi. Basti analizzare il prestigioso carnet di artisti o amici-colleghi
ai quali, Ashford & Simpon hanno prestato “servizio”. Essi inaugurano la propria
proficua collaborazione artistica, a metà anni Sessanta, cogliendone i primi
frutti con “Let’s Go Get Stoned”, prestata all’ugola di Ray Charles. È il 1966
e, da quel momento, scriveranno canzoni dotate della freschezza del soul
combinata all’energia del rhythm & blues ed a qualche timido accenno di
primigenia disco-funk. I due si battono sotto le insegne della prestigiosa
Motown, in quegli anni in piena ascesa e, come direbbero gli esperti di
marketing,, in possesso della più alta quota di mercato nel settore soul-R&B.
Producono hits per la suadente voce di Marvin Gaye (“Ain’t Nothing Like The Real
Thing” e “You're All I Need To Get By”), per le corde vocali di Diana Ross
appena solista senza le Suprimes, (“Reach Out And Touch Somebody’s Hand”), per
Chaka Khan (“I’m Every Woman”) e Gladys Knight. A metà anni Settanta sono la
coppia d’oro, il re Mida e consorte della black-music: prima di loro, in ambito
Motown aveva fatto meglio solo la premiata ditta Holland-Dozier-Holland. Tutto
ciò non avvenne né per altruismo e, forse, neanche per calcolo, solamente per
caso. La condizione di abili produttori e autori di successo, capaci di vivere
nell’ombra, produce oltre che benessere economico, anche un elemento di
credibilità non trascurabile, quando si decide aprire un'attività in proprio.
Con un curriculum di tutto rispetto e con le collaborazioni di cui sopra,
Nickolas Ashford (1942) e Valerie Simpson (1946), tentano una loro carriera a
partire dal 1973, ma ci vorranno ben quattro anni e l’arrivo del singolo “Don’t
Cost You Nothing” prima di assaporare il successo come artisti e non solo come
autori. Per quel che resta degli anni Settanta, Ashford & Simpson si
concentrarono essenzialmente sulla carriera personale e l’attivita del duo,
dando alle stampe alcuni accattivanti singoli, come “It Seems To Hang On”, e
“Love Don’t Make It Right”. In particolare “Found A Cure”, contenuto nell’album
del 1979, è considerato uno dei brani più riusciti della storia della soul-dance
e tra più ballati di quell’anno. Dopo qualche stagione di silenzio, quando
sembravano finiti nel dimenticatoio, riaffiorano con prepotenza sulle scene.
Correva l’anno 1984 è l’album “Solid”, (a tutt’ora, considerato uno dei migliori
LP della storia del moderno R&B da discoteca), trascinato dal singolo omonimo,
dalla splendida “Outta The World” e dall’intrigante “Babies”, diventa uno
straripante successo, forse il più clamoroso della carriera di interpreti. Il
disco, a parte certe sonorità in linea con le tendenze del periodo, possedeva
tutto il fascino della soul-disco-dance degli anni ’70: la bellezza degli
intrecci vocali, le ritmiche funkeggianti, gli arrangiamenti vellutati, tutti
sani ingredienti del decennio precedente, in cui Nicholas e Valerie avevano dato
il meglio di se stessi. E’ possibile affermare, con certezza, che senza di loro
la musica nera non sarebbe stata la stessa, o perlomeno, interpreti di classe
superiore come Marvin Gaye e Diana Ross avrebbero avuto meno materiale per le
loro ugole d’oro. In epoche più recenti, si sono aggiunti al loro ricco
medagliere, altre prestigiose collaborazioni con personaggi della caratura di
Quincy Jones o con giovani artisti dell’area Hip-Hop, ma questa è cronaca.
Discografia Consigliata
1973 GIMME SOMETHING
REAL -MOTOWN
1974 I WANNA BE SELFISH -MOTOWN
1976 COME AS YOU ARE -MOTOWN
1977 SEND IT -MOTOWN
1977 SO, SO SATISFIED -MOTOWN
1978 IS IT STILL GOOD TO YA? -MOTOWN
1979 STAY FREE - WEA
1980 A MUSICAL AFFAIR - WEA
1981 PERFORMANCE - WEA
1981 STREET OPERA - WEA
1983 HIGH-RISE -CAPITOL
1984 SOLID -CAPITOL
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