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AMII
STEWART
Amii Stewart incarna
perfettamente la figura della show-woman completa e di “razza”, la quale ha
saputo consolidare la propria fama mondiale, lentamente e con costante tenacia,
attraverso un’impressionante serie di mutamenti artistici e cambi di stile: tale
assortita e variegata attività l’ha portata ad inanellare una cospicua sequenza
di successi, che hanno lasciato un segno profondo nella storia della dance-music
dalla metà degli anni Settanta, fino alle sue più recenti attività nel mondo del
teatro e della musica “colta”. Queste le sue parole: “Mi è sempre piaciuto
cambiare registro. Mi attirano le difficoltà. Ho cominciato dal fondo del
barile, come ballerina, perché quella dei ballerini è la carriera più dura, più
breve e con meno glamour. Poi un produttore mi ha chiesto un provino come
cantante…io non sapevo neanche cosa fosse un …provino!”. Infatti grazie a quel
provino, nel 1977, Amii entra dalla porta principale nella storia della musica
con una trascinante versione soul-disco di “ Knock on wood”: 8 milioni di copie
vendute in tutto il mondo. Orgoglio pellerossa e talento nero-americano: è da
ricercare nelle sue origini, il piglio determinato con il quale un'acerba Amii
Stewart, nata a Washington D.C, comincia ad affrontare sfide difficili. Gia
durante l’adolescenza, la sua vita seguiva ritmi massacranti: la mattina a
scuola fino alle 14.00 e poi via alla Red Company, un istituto di belle arti,
fino alle 18.00, per non parlare dei compiti e degli esercizi da fare a casa,
dormendo due o tre ore per notte. I frutti di tanto lavoro non si fanno
attendere: a soli sedici anni viene prescelta per il musical “Genesis Juba and
Other Jews”, che vincerà I'Emmy Awards per le coreografie. Spronata da questa
esperienza, prende lezioni di canto da Mr. Mailer (gia insegnante di Shirley
Bassey) ma non le basta: decisa ad allargare i suoi orizzonti, comincia a
studiare anche regia, danza, recitazione e psicologia. Broadway si accorge di
lei, affidandole la coreografia e la sceneggiatura di “Bubbling Brown Sugar”,
musical al quale partecipa nelle molteplici vesti di cantante, ballerina ed
attrice. Di musical in musical, prende parte al mitico “Hair”, una produzione
che la condurrà in tour nella vecchia Europa. Durante la tappa londinese, un
produttore di “disco-music”, tale Barry Leng, a caccia di talenti per un nuovo
progetto, la nota e le propone d'incidere la cover di un classico dell’R&B,
“Knock on Wood”. Amii sposa l’idea con grinta ed entusiasmo: il suo essere
proteiforme la rende aperta ad ogni esperienza artistica. La sua interpretazione
è superba. Nessuno rimpiangerà mai l’originale: la voce di Amii appare rocciosa
e cristallina, mentre la polvere mangiata sulle le assi dei palcoscenici
lasciano trasparire tempismo e professionalità da vendere. A parte le ritmiche,
sicuramente consone alle piste da ballo, il cantato si esprime attraverso un
fraseggio ed un tecnica, degni della migliore tradizione soul. Il popolo del
club la consacra subito regina della notte, portandola in testa alle
disco-actions e alle classifiche di vendita, anche italiane. La bella Amii,
definita dalla critica musicale dell'epoca come la nuova Joshepine Baker per il
suo look sensuale, caratterizzato da body e caschetto dorati, vince un “Top
European Disco Artist Award” e un “Best Performance Award al Tokyo Music
Festival”. Ma la dance le sta stretta e dopo il bis di “Jealousy” volta pagina
affidandosi alla produzione di Narada Michael Walden, piu incline a sonorità
black oriented. Nel 1983 si trasferisce in Italia, dove fonda la Finnery (una
casa di moda) e dove incontra anche I'uomo della sua vita. Qui incide un disco
con Corrado Rustici, Mel Collins e Simon Boswell, e prende parte a Sanremo con
“Working Late Tonight”. Ecco ancora le sue esemplari parole parole: “Dio mi ha
dato delle doti. Ho frequentato la migliore scuola degli USA e ho avuto la
fortuna di avere un maestro straordinario, che mi ha insegnato la cosa più
importante per la carriera di un artista: la disciplina. Da lui ho imparato che
niente è troppo difficile. Anzi, se una cosa non è difficile, non mi attira! E’
la tenacia il segreto di un’artista in cui le arti si fondono e si esaltano l’un
l’altra, coniugando professionalità, carisma e passione. Senza tenacia non sarei
potuta passare dai musical, alla disco di “Knock on wood”, dalle note raffinate
di Morricone, fino allo Stabat Mater scritto da Piovani per me. Solo con una
forte disciplina un artista può affrontare le difficoltà tecniche che ogni
esperienza comporta, e il musical è la più multiforme e “spettacolare” delle
forme d’arte”. L'elenco delle collaborazioni eccellenti è assai fitto: Mike
Francis, Gianni Morandi, Giorgio Moroder e i Bolland, Maurice White degli Earth
Wind & Fire, Ennio Morricone, Greg Walsh, Vincenzo Cerami e Nicola Piovani. Ecco
come l’avvenente Amii, dopo aver lasciato alcune perle al popolo della notte è
riuscita a passare con disinvoltura dalle dance-floor ai teatri di prestigio,
dalla disco alla canzone d'autore, completando un percorso artistico degno solo
dei grandi dello spettacolo mondiale.
Discografia Consigliata
KNOCK ON WOOD (1979,
RCA)
PARADISE BIRD (1980, RCA)
I'M GONNA GET YOUR LOVE (1981, Durium)
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