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AMANDA
LEAR
Amanda Lear si è fatta
spazio nell'affollato mondo della Disco e delle cronache mondane sfruttando la
bellezza (dote già utilizzata nella precedente attività di "
modella/indossatrice ") e giocando con intelligenza su di una sua ipotetica
ambiguità sessuale alimentata da una voce profonda e " maschile ". L'operazione
Amanda Lear " è spiegata dalla Lear stessa, in una interessantissima intervista
rilasciata all’epoca. "L'ambiguità l'ho scelta io. Tutto quello che è successo
l'avevo previsto e scelto io. Perciò non ho nessun rimpianto e non posso dire
che è un colpo del destino. No. Tutto questo fa parte di una campagna
pubblicitaria, pre-organizzata come un piano di battaglia, come in guerra si
prepara una tattica. Non ho mai creduto ad una carriera totalmente lasciata al
caso, alla fortuna, che un giorno potesse arrivare il grosso produttore con il
sigaro in bocca a dire: " Ah, ti ho scoperto, firma qui e sarai una star! ". Non
esiste. Sono favole. Se vuoi fare carriera oggi, in qualsiasi mestiere, devi
prima organizzarti. Dunque abbiamo organizzato questa cosa, sapendo benissimo
che all'inizio c'è l'ambiguità, poi l'ambiguità sparisce e la gente comincia a
prenderti sul serio come cantante e come persona. Io la reazione del pubblico me
l'aspetto sempre. So benissimo che il pubblico riderà quando dirò questo e lo
dico apposta. Così quando farò questo gesto sul palco applaudiranno e io me lo
aspetto. Devi essere sempre un po' psicologa e intuire anche la reazione della
stampa. Loro possono essere molto cattivi e picchiare sulle cose più ovvie, come
sul fatto che guadagni troppi soldi, cercando così di renderti antipatico al
pubblico. Comunque, alla fine il pubblico non è cretino e grazie a Dio capisce
benissimo che, dopo tutte le chiacchiere, Amanda Lear è un personaggio
simpatico. E questo è sempre stato il mio più grande talento che io utilizzo al
massimo in televisione. Perché il pubblico, la gente della strada, si può
identificare in me dicendo: " Lei parla come noi, si comporta come noi, si veste
come noi, va da Fiorucci, è al nostro livello. Non è una superstar che arriva in
Rolls Royce e ci snobba ". Questo è molto importante. Oggi quello che
m'interessa di più è la televisione, il cinema è un mestiere da cretini e il
canto non basta. Mi preme la televisione come il mass-media più potente della
nostra epoca. Se Hitler vivesse oggi, sarebbe sempre in televisione: il modo più
rapido di entrare nelle case della gente, immediatamente e spero di avere presto
un mio show alla TV, perché so che mi guarderanno dieci milioni di persone che
sono bambini, madri, nonne ed è questo il pubblico che voglio. Non ho mai voluto
essere una cantante di protesta con un messaggio. Non me ne frega niente del
messaggio. Utilizzo il media-pop allo stesso modo in cui l’ha usata Andy Warhol.
Lui ha fatto le bottiglie di " Coca Cola " perché, dice, sono le cose più
popolari della nostra epoca. Allo stesso modo io prendo le forme di musica più
popolare di oggi, che è la Disco, la forma musicale più mediocre che esista al
momento. Non voglio fare l'arrabbiata. Soprattutto non voglio far ricordare alla
gente la nostra fragilità, la nostra noia. Tutti abbiamo questi problemi, che
so, il mal di testa, mancanza di soldi, divorzi, cancro, la nonna che muore,
l'affitto da pagare. Ecco io non voglio ricordare questo al prossimo. Quando la
gente vede Amanda Lear alla televisione o sul palco deve dimenticare che il
governo non è stabile, che c'è la crisi economica. Perciò parlo di fumetti, di
fantascienza, di Oscar Wilde, di tutto fuorché d'attualità. Il mio è un
personaggio creato apposta per far sognare. La gente deve poter dire: " Questa
Amanda Lear io me la farei... " e sognare. Perché tante donne si identificano in
me? Perché io le faccio sognare. Sono sposate, hanno bambini, la casa e sognano:
magari fossi io Amanda Lear, lei se la passa bene, non ha problemi di dieta, non
ingrassa mai. Sembra che molti non capiscano che quello che vogliamo oggi si
chiama “entertainment”, divertimento. Vogliamo divertirci, per favore, perché,
davvero, se tu apri il giornale, è un orrore, un disastro tutti i giorni. La mia
vita privata? Quando fai una vita pubblica così intensa è molto difficile avere
una vita privata. Non credo di essere l'unica artista che ha questo problema.
Noi facciamo un lavoro di esibizionismo che ci porta in giro ogni giorno,
dappertutto, eccetto che a casa. E allora se vuoi una vita privata equilibrata
ti dovresti portare la casa dietro, in valigia. È impossibile. Certe volte
vorrei essere anch'io come le mie amiche. Andavo a scuola con delle ragazze,
ogni tanto le rivedo. Sono tutte sposate con figli e dicono: " Quanto t'invidio.
Che vita superba che fai ". Allora sono io che le invidio, mi pesa rinunciare a
quel tipo di sicurezza che hanno loro ma per averla dovrei fare una croce sulla
mia carriera. Non c'è niente da fare: o sei una donna di carriera, o sei una
donna di casa. Madame de Steel ha scritto: " Per una donna il successo è il
lutto glorioso della sua felicità ", io porto addosso il mio lutto con lustrini
e tutto il resto. Certo, da quando si è aperta la porta della liberazione della
donna ci sono un sacco di cose che ora si possono fare e prima no. Ma non ancora
proprio tutto. Però c'è la creatività femminile, ci sono un sacco di donne che
hanno un mucchio d'idee, di immaginazione. Per esempio, in campo artistico, che
è quello che mi tocca più da vicino, donne-fotografo, donne-registe, donne che
scrivono, che veramente danno grossi contributi creativi. Attorno a me, per
esempio, ci sono più donne che uomini, persone che spesso non sono soddisfatte
del tutto della loro vita sentimentale, frustrate, non abbastanza amate. Per un
uomo forse è diverso. Ma per una donna non rimane spesso che buttare tutta la
propria energia nel lavoro ed è per questo che oggi ci sono tante ragazze con
un'ambizione che nessuno sospetterebbe. In ogni caso è certo che sono troppo
intelligente per fare questo mestiere. O piuttosto non abbastanza pazza. C'è una
certa dose di scombinatezza in giro, quando vedi le altre artiste. Io mi ritengo
troppo sana, non abbastanza pazza comunque. L'ideale spesso sarebbe che la gente
dimenticasse finalmente che Amanda Lear è " il simbolo sessuale delle giovani
generazioni " e dicesse: "Ma, forse sta bella bambola ha qualcosa da dire ". Non
so, se scrivessi un libro e la gente lo leggesse seriamente sarebbe il massimo.
Il fatto è che una bella ragazza nessuno la prende sul serio, guardano solo le
gambe, i capelli, i denti, la bocca... Questo è il guaio: dunque è anche un
handicap. Ho creato un mostro: Amanda Lear, un personaggio difficile, si
dovrebbe ammazzarlo. Una specie di suicidio. Ammazzare il simbolo che ho creato
per uscire, così, da dietro, con un personaggio più intelligente, più
intellettuale, che so, una cantante stile Juliette Gréco, una cosa più profonda.
Ogni tanto odio Amanda Lear e ci sono molte volte in cui trovo il suo
personaggio assolutamente insopportabile. Questa donna plasticata, con sto
sorriso sempre pseudo-felice. Questo lo odio veramente. Mi piace quando lei
parla, è intervistata, è diversa. Allora si esprime, è lei stessa. Ma il
personaggio che vende una canzone, facendo sempre quelle mosse, non lo sopporto
più. Lo cambierò. Si è esagerato l'anno scorso e il pubblico tra breve sarà
stufo delle cantanti sexy e della Disco, per questo, se io voglio salvarmi, devo
cambiare completamente. Cambierò positivamente, diventerò meno spettinata, più
intellettuale, mi vestirò diversamente, meno scandalosa, ma mirerò sempre alla
simpatia del pubblico. Canterò cose più interessanti. Ascoltare miei vecchi
dischi mi dà i brividi, è un disastro. Nell'ultimo album c e una canzone sulla
morte, sulla solitudine, sul fatto che una invecchia, anche se i miei testi
hanno un tono sempre un po' ironico. Ma comunque sono soggetti più impegnati del
" vuoi venire con me, baby, tomorrow ", che sono veramente cretinate. Ma
purtroppo sono sempre le cretinate quelle che si vendono di più ". L'Italia è
stato il paese che per primo si è lasciato conquistare da Amanda Lear, a ruota
l'hanno seguita la Francia e la Germania. Poi è " emigrata " in Inghilterra, la
patria della musica pop-rock, dove ha messo a ferro e fuoco l'ambiente musicale
e non solo quello, visto il suo modo di proporsi al pubblico. Ancora oggi,
quando si legge qualcosa relativo ad Amanda Lear ci si aspetta sempre di sapere
qualcosa di più sulla sua incerta collocazione sessuale. " Jolanda " e " Giulia
" che hanno lavorato con lei al Carosel di Parigi nel 68-69, hanno sempre
sostenuto che Amanda è una donna vera. Ma chi non lascerebbe credere di essere
transessuale in cambio dei primi posti nelle classifiche di vendita
discografiche? Amanda Lear continua a fare serate nelle discoteche di tutto il
mondo, riproponendo la “magica atmosfera dei seventies”. Nulla di più facile che
vederla in TV come protagonista o ospite. Il tempo per lei sembra essersi
davvero fermato ed i tempi di "Follow Me" e "Tomorrow" sembrano davvero lontani.
Discografia Cosnigliata
I am photograph Ariola 1977,
Sweet revenge Ariola 1978,
Never trust a pretty Face Ariola 1979
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