PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  TUTTO E’ CAMBIATO NELLA FORMA, MA NON NELLA SOSTANZA.


Scopo della discoteca, sia esso un club, un'apparecchiatura mobile o altro è quello di richiamare e divertire il pubblico. Come tale la discoteca fa appello alle più semplici esigenze della natura umana, offre al pubblico della buona musica ritmata, cercando di rendere più stimolante l'atmosfera con effetti di luce e di colore, invogliando i partecipanti alla danza, a calarsi quanto più è possibile in quest'atmosfera di suoni, luci ed ombre, e evadere insomma dalla realtà. Nei primi anni '60 nacquero i primi piccoli club. A causa delle loro dimensioni ridotte, non era pratico avvalersi di gruppi live, così qualcuno pensò ad installare dei giradischi, azionati da qualche volenteroso: nacquero le discoteche ed i disc-jockeys. Questa tendenza cominciò a diffondersi a macchia d’olio, quando i gestori delle sale da ballo si resero conto che si trattava oltretutto di un modo economico per avere della musica nei loro locali. Inoltre, un disc-jockey forniva una infinita varietà di generi musicali tutti eseguiti a livello professionale e poteva andare avanti tutta la notte senza interruzioni. Per rendere ancora più attraenti i loro locali i gestori aggiunsero luci ed effetti speciali, adattando a questo scopo dispositivi che trovavano già in commercio e che venivano realizzati artigianalmente. In seguito accadde qualcosa che provocò una crescita esponenziale del fenomeno “disco-music” ed ebbe una forte risonanza sia nell'industria musicale che nel mondo delle discoteche ancora in fase di evoluzione. L'avvenimento catalizzatore fu il film prodotto da Robert Stigwood “La Febbre del Sabato Sera”, che accrebbe di milioni il numero degli adepti della disco-music i cui elementi essenziali erano e sono: battuta monotonica e ritmo martellante. La musica del film fu composta dai fratelli Gibb ed eseguita, per la maggior parte, dal loro gruppo, i Bee Gees. I brani musicali tratti dal film, come “Staying Alive”, “Night Fever” e “You Should Be Dancin'”, occuparono i primi posti nelle classifiche di tutto il mondo. Il set del film presentava soluzioni luminose molto interessanti. La pista, ideata dal Litelab di New York, era il punto focale delle coreografie create per John Travolta che costituivano il in nodo focale del film. La conseguenza diretta del film fu che gli operatori del settore si resero conto dell'importanza dell'ambiente e cominciarono a stanziare grossi budget per le luci ed i loro dispositivi di controllo. Ciò ha consentito, nel corso degli anni, agli architetti una maggiore fantasia e libertà d'azione, intervenendo in profondità sulle strutture dei locali esistenti e progettandone di nuovi sempre più arditi. Contemporaneamente, si fecero più pressanti le richieste da parte dei designers di una maggiore creatività ai produttori di accessori, quando non optarono essi stessi per l'alternativa di costruirsi da soli le apparecchiature e i dispositivi necessari. L'intera industria ha oggi una notevole capacità produttiva, grazie anche ai grandi progressi dell'elettronica, con lo straordinario sviluppo della tecnologia del silicio (silicon-chip), dei dispositivi di potenza allo stato solido (solid state high power control), dei mini-computer e dei sistemi completamente computerizzati. La musica dei Bee Gees provocò una rivoluzione nella musica pop, dando popolarità planetaria genere “disco”. Giocando sulla popolarità di questa musica, le case discografiche hanno creato dei «settori disco», delle «etichette disco», sfornando dischi su dischi. Tra il 1977 ed il 1979 la disco-music era diventata così forte, divenendo market-leader con la più alta quota di vendita, tanto che cominciarono a nascere addirittura dei movimenti d'opinione, tendenti a volerla eliminare dal mercato; naturalmente, dietro queste iniziative si nascondevano, con ogni probabilità, anche scopi commerciali. Ma la popolarità di cui ancora gode la disco-dance nelle sue più moderne espressioni, dimostra che queste ostilità non le recarono alcun danno. Come definizione di base la disco-music non fu solo la nuova formula elaborata dalle società discografiche interessate a sfruttare le nuove mode musicali; la disco-music si rivolgeva a tutta la gente a cui piaceva ballare e divertirsi alle feste o in discoteca, ma anche a casa propria o per la strada: plasmando un’antica esigenza vecchia come il mondo. Sulla scia delle sollecitazioni dell'industria, il pubblico ha adottato e reso popolare la definizione di “disco”. Gli esperti di marketing produssero giocattoli e giochi “disco”, mentre le case di moda lanciarono quello che era genericamente chiamato (ma rigorosamente indossato) “abbigliamento disco”, il cui elemento base era rappresentato dalla calzamaglia. Si può rilevare che ogni nuovo genere viene lanciato con un nuovo nome precostituito, e che esaminata nelle sue componenti fondamentali, la disco-music era molto simile a molti altri generi che l'hanno preceduta. Ma il commercio tiene d'occhio la moda ed è pronto ad approfittarne molto rapidamente, e questo è quanto accadde per la disco-music. Ancora, a circa trent’anni di distanza, dal diffondersi della “Febbre del sabato sera”, la gente continua ad andare a ballare in discoteca, nuovi club e locali da ballo aprono i battenti ogni giorno, rappresentando un notevole investimento di tempo e di capitali. Certamente, pur con differenti moduli espressivi, il fenomeno non ha mai conosciuto soste, ma solo qualche assestamento e mutamento nella forma, mai nella sostanza: se “disco” o “dance” significano andare a ballare e godersi la musica in compagnia, tirando tardi fino all’alba, questa moda, ma forse questa umana esigenza o “debolezza” non cesserà mai di esistere.
 


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